Thursday, 4 August 2016

Ponte d'Arbia

Quanto mi piace la sera: la tappa é già raggiunta, la successiva pianificata, le gambe si sono riposate e non sono più in tensione, non ho più la sete che mi tormenta, il caldo ha lasciato il posto al fresco, così io mi posso concentrare a scrivere.
É vero che a volte mi isolo, ma ho preso l'abitudine a scrivere a fianco dei miei amici pellegrini negli spazi comuni, che accettano di buon grado che io scriva e ogni tanto partecipi alle chiacchiere. Alcuni giocano a carte, altri si curano le vesciche, c'è sempre qualcuno che sa come bucarle con l'ago e il filo e lo fa per gli altri o lo fa vedere. Le chiacchiere a volte sconfinano nel privato e nelle confidenze, altre volte invece rimangono su temi più prosaici e imminenti tipo come fare meno strada, come resistere alla fatica, quale ostello é migliore dell'altro in quel posto.
Sulla Francigena le esigenze sono più basilari e, a volte, prendono il sopravvento su discorsi teorici.

Oggi la tappa fino a ponte d'Arbia é stata faticosa non tanto per i chilometri ma come solito per il caldo. Lo so che mi ripeto ma questa è la mia quotidianità.

Mi sono trovata stamattina alle 5.30 in piazza del campo a Siena con Angela e Daniela a cui si è aggiunta un altra pellegrina che viaggia da sola, di cui non ricordo il nome perché non ha mai parlato e ad un certo punto a deciso che noi andavamo troppo piano e si è staccata da noi.
Quante donne viaggiano da sole.
 Oggi abbiamo anche incontrato un gruppone con un bimbo in passeggino!
I suoi genitori sono svitati. Come si fa a trascinare un bimbo per quattro, cinque, sei ore su un osteggino sotto quel sole che cuoce le pietre? Non ha bisogno di muoversi, correre, quanta sete avrà? Quando l'ho visto ho avuto i brividi pensando a quello a cui era costretto. Poi come farà a stare seduto immobile tutto quel tempo. Secondo me l'hanno ipnotizzato.

Domani finisce il mio viaggio con Daniela e Angela e mi dispiace tantissimo. Sono state compagne di viaggio spettacolari che hanno accettato la mia fatica, la mia debolezza e mi hanno sostenute da vere amiche, anche se ci eravamo conosciute da poco.
Ho un po di paura, troverò compagne di viaggio ugualmente amiche?

La pappa di domani é difficile, ma io mi sto preparando, o meglio sto cercando di prepararmi per la vera difficoltà, la tappa spartiacque, quella di Radicofani di dopodomani.
Sulle guide é segnata come molto impegnativa non solo per i 32 km, ma anche per he dicono che gli ultimi otto sono di salita.

Sarà un sfida con me stessa, oltre che con la Francigena.

Io mi ripeto sempre che sanguino ma non mollo. Vorrei che Angela e Daniela fossero con me, mi aiuterebbero a non mollare e ci sosterremmo a vicenda.

Sarò capace di non mollare anche da sola?

2 comments:

  1. Capovolgi l'ottica e vedi di non sanguinare se non vuoi mollare... questo l'insegnamento che ho ricevuto in dono da 30 anni di escursioni in alta montagna. Te lo giro perchè tu possa tradurlo in pratica nel modo che meglio credi... Buon proseguimento ;-)

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  2. Quasi 31 anni che ti conosco e non ti ho visto mollare un secondo, scommetto la mano sul fuoco che anche questa sfida la vinci tu.

    Bacioni

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