Tuesday, 2 August 2016

L'essenziale

L'essenziale

E’ una sera calda e ventilata qua sulla terrazza della parrocchia fuori porta Camollia a Siena, dove mi trovo oggi.

Sono col gruppo dei bionici perché non c'è posto in nessun ostello di Siena.
Siamo stati fortunati che ci ha ospitato la parrocchia, e stasera a cena abbiamo fatto due chiacchiere col parroco che si é seduto a tavola con me, Dania e Elisa, le due ragazze bioniche dal visetto da passerotto.
Sono squisite ma devono avere una forza interiore incredibile e lo si capisce dai loro discorsi più ancora che dal fatto che marciano come marines.

Il viaggio non è stato faticoso, niente prugne, more o pesche raccolte per strada o nemmeno la disperazione di ieri di ciucciarci dei fiori di erba medica perché brami qualcosa da bere, la tua borraccia é vuota, all'orizzonte non c'è niente di niente se non campi coltivati, che saranno pure belli ma se hai sete non te la tolgono, e non vuoi chiedere la poca acqua che gli altri si stanno portando addosso nello zaino.
La tappa di oggi é stata molto più blanda, oltretutto non mi facevano male alle gambe e questo incide da matti.

Siamo entrate a Siena quando le campane della chiesa suonavano le 11. Non ho mai dato tanto importanza al rintocco delle campane, invece in questo strano viaggio mi fanno tanta compagnia e mi fanno sapere che mi trovo vicino ad un luogo sicuro, quasi un approdo che, se non è spirituale, almeno è fisico.

Dopo la classica doccia di rito, il bucato per il giorno dopo, un pranzetto frugale per rifocillarci e un riposino, sono andata in giro per Siena con Daniela e Angela, le due rimane con cui condivido il cammino.

Davvero non ho parole per descrivere quanto sia bella la città. Lascia senza respiro.
Lo devono pensare così anche le frotte di turisti che abbiamo trovato, qui come in tutti gli altri luoghi.

Quando sarò a casa, dal computer caricherò le foto che adesso non riesco a caricare.
Anche se non sono una professionista, la città é talmente meravigliosa che parla da sola.



Passeggiando siamo entrate in un panificio e la commessa ci ha chiesto perché facciamo questo viaggio a piedi.
Ci ha detto che un signore le ha detto faceva questa esperienza perché voleva vivere dell’essenziale, liberarsi di tutto il superfluo che ci butta addosso la società. Proprio oggi Daniela e Angela hanno spedito a Roma parte del bagaglio che si erano portate dietro tra cui lo smalto per le unghie per ritoccarlo se si fosse sbeccato, matita per occhi e e mascara, una fila di magliette e tanto altro.
Anch'io mi devo liberare del peso, forse farò in spedizione anch'io.

La Francigena é dura anche in questo. Ti obbliga a concentrarti sull’essenziale.

Cos’é per me l'essenziale?

In questo momento, di tutte le tappe ricordo i posti, ma non così nitidamente come le persone.

Forse l'essenziale sono le persone con cui facciamo un viaggio, qualunque esso sia.

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